L’immagine dà adito alla speranza

O l’inconveniente di essere presente parte 1

Il concetto stesso di spazio mi ha sempre affascinato molto più che quello di tempo poiché nel primo c’è un po’ del secondo:

Da ciò può sembrare dunque che ciò che è secondo desiderio è volontario; però dalle considerazioni seguenti può sembrare il contrario.

Scriveva Aristotele nell’Eudemia e se per caso la cosa dovesse trovarsi insensata e fuori luogo è solo poiché abbiamo a nostra volta scorso qualcosa, ossia che noi possiamo volontariamente muovere qualcosa dal momento che la volontà è <<potenza di muovere>> a tutti i riguardi.


Una scarpa abbandonata, un dente guasto, un naso troppo corto, il cuoco che sputa nel cibo dei suoi padroni stanno all’amore come la bandiera alla nazionalità. Un parapioggia, una sessagenaria, un seminarista, l’odore delle uova marce, gli occhi abbagliati dei giudici sono le radici di cui l’amore si nutre. Un cane che divora lo stomaco di un’oca, una donna ubriaca che vomita, un contabile che singhiozza, un vaso di mostarda rappresentano la confusione che fa da veicolo all’amore.

(G. Bataille, L’ano solare)

Lascia un commento